Le afte in bocca possono “rovinare” la giornata. Bruciano quando si mangia, danno fastidio quando si parla e spesso compaiono proprio nel momento meno opportuno. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, si tratta di piccole lesioni innocue che guariscono da sole. La cattiva notizia è che, finché durano, possono essere sorprendentemente dolorose.
In questa guida scoprirai che cosa sono le afte, perché compaiono, come distinguere le lesioni tipiche da situazioni che richiedono una visita e come ridurre il dolore a casa. Il focus è su un rimedio semplice che, per molte persone, dà sollievo rapido, insieme ad altri consigli affidabili per favorire una guarigione più veloce. Si parlerà anche di afte sulla lingua e afte in gola, perché i disturbi a volte si estendono o sembrano “più profondi”.
Cosa sono le afte e come si presentano?

Le afte sono piccole ulcerazioni sulla mucosa del cavo orale. Compaiono più spesso all’interno delle labbra e delle guance, sulle gengive o sulla lingua. Di solito hanno forma rotonda o ovale, con un centro chiaro, bianco giallastro, e un bordo arrossato. Possono presentarsi singolarmente oppure in gruppo.
È importante sapere che le afte in bocca non sono la stessa cosa dell’herpes labiale. L’herpes è un’infezione virale che compare spesso sul bordo delle labbra e provoca vescicole. Le afte si formano all’interno della bocca e non sono contagiose. Tuttavia possono essere molto sensibili, soprattutto a contatto con cibi salati, acidi o piccanti.
Per alcune persone, le afte sulla lingua sono particolarmente fastidiose perché la lingua si muove di continuo e l’attrito aumenta il dolore. Se la sensazione di bruciore sembra estendersi più indietro, potrebbe trattarsi di lesioni nella parte posteriore della bocca o di irritazione del faringe, che molte persone descrivono come afte in gola.
Perché compaiono le afte in bocca?
La causa precisa non è sempre chiara, ma è noto che diversi fattori possono favorire la comparsa delle afte. Spesso si tratta di una combinazione tra irritazione della mucosa e maggiore sensibilità dell’organismo. In alcuni casi è un episodio occasionale, in altri le afte tornano a cicli.
I trigger più comuni includono:
- piccole lesioni della mucosa (per esempio morsicature della guancia, cibi duri, spazzolamento energico)
- stress e poco sonno
- cambiamenti ormonali
- sensibilità a determinati alimenti (acidi, piccanti, frutta secca, pomodoro, agrumi)
- carenza di ferro, folati o vitamina B12
- variazioni dell’immunità o recupero dopo un’infezione virale
Se le afte in bocca compaiono spesso, durano a lungo o sono molto grandi, vale la pena considerare possibili carenze nutrizionali o irritanti quotidiani, come un dentifricio con SLS (sodio lauril solfato), che in alcune persone può aumentare la predisposizione alle ulcerazioni.
Il rimedio casalingo che più spesso aiuta: risciacqui con acqua e sale
Se si cerca un rimedio casalingo semplice, facile da reperire e abbastanza sicuro per la maggior parte delle persone, i risciacqui con acqua tiepida e sale sono una scelta valida. Non “cancella” l’afta in una notte, ma spesso riduce il bruciore, pulisce l’area e aiuta la lesione a guarire con maggiore tranquillità.
Come preparare il risciacquo con acqua e sale:
- In un bicchiere di acqua tiepida (circa 200 ml) sciogli mezzo cucchiaino di sale.
- Mescola finché il sale non si dissolve.
- Sciacqua la bocca per 20-30 secondi, poi sputa.
- Ripeti 2-4 volte al giorno, soprattutto dopo i pasti e prima di dormire.
Se sono presenti afte sulla lingua, prova a far passare delicatamente il liquido sulla zona dolorante senza risciacqui troppo energici, che potrebbero irritare ulteriormente la lesione. Se la sensazione assomiglia a afte in gola, il risciacquo può arrivare alla parte posteriore della bocca, ma non sostituisce una visita se compaiono febbre, dolore forte alla deglutizione o difficoltà respiratoria.
Nota sul bruciore: nei primi secondi può pizzicare leggermente. È una reazione comune. Se il bruciore diventa intenso, riduci il sale o interrompi e scegli un metodo più delicato.
Cos’altro può ridurre il dolore e favorire la guarigione?
L’acqua e sale è un buon punto di partenza, ma spesso il sollievo più rapido arriva dalla combinazione di più accorgimenti. L’obiettivo è ridurre l’irritazione, proteggere l’afta e rendere più facile mangiare finché la mucosa non guarisce.
Misure pratiche che aiutano spesso:
- Evita i trigger a tavola. Per qualche giorno salta agrumi, aceto, cibi piccanti, patatine e croste dure. Scegli alimenti morbidi e tiepidi.
- Bevi acqua e fai attenzione alla secchezza orale. Una mucosa secca si irrita più facilmente e guarisce più lentamente.
- Usa uno spazzolino più morbido. Spazzola con delicatezza per non riaprire la lesione.
- Gel protettivi o cerotti orali. In farmacia si trovano gel e pellicole che creano uno strato protettivo sull’afta. È utile per le afte sulla lingua, perché l’attrito è continuo.
- Anestetico locale se serve. Alcuni prodotti riducono temporaneamente la sensibilità e rendono più semplice mangiare. Segui sempre le istruzioni.
Non sono “trucchi miracolosi”, ma aiutano davvero a rendere le afte in bocca meno dolorose e la giornata più gestibile.
Afte sulla lingua e afte in gola: quando la situazione è diversa
Le afte sulla lingua spesso fanno più male rispetto a quelle sulla guancia, perché la lingua è sensibile e sempre in movimento. Se la lesione si trova sulla punta o sul bordo della lingua, il dolore può essere pungente e parlare o mangiare diventa faticoso. In questi casi, gel protettivi e cibi morbidi fanno una grande differenza.
Con l’espressione afte in gola molte persone descrivono piccole lesioni dolorose molto indietro, sul palato molle o vicino alle tonsille, oppure una sensazione di bruciore quando si deglutisce. A volte si tratta davvero di ulcerazioni aftose, ma a volte la causa è un mal di gola, un’infezione virale o un’irritazione dovuta al reflusso. Se compaiono febbre alta, dolore intenso, linfonodi ingrossati o placche bianche che si estendono, è prudente chiedere un parere medico.
La regola è semplice: le afte in bocca tipiche sono piccole e tendono a guarire in 7-14 giorni. Se il quadro non corrisponde, meglio evitare ipotesi.
Quando è meglio chiedere aiuto a un professionista?

Nella maggior parte dei casi le afte passano da sole. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è meglio non aspettare. Non significa automaticamente che sia qualcosa di grave, ma che conviene controllare la causa e ricevere un trattamento mirato.
Contatta medico o dentista se:
- l’afta dura più di 2 settimane
- le lesioni sono molto grandi, frequenti o tornano di continuo
- il dolore è così forte da impedire di mangiare o bere
- compaiono febbre, spossatezza o linfonodi gonfi
- le lesioni sembrano insolite o sanguinano senza motivo
- sospetti afte in gola con difficoltà a deglutire o respirare
In caso di episodi ricorrenti, a volte si consigliano esami del sangue (ferro, B12, folati) o cambiamenti nella routine di igiene orale. Talvolta la causa è semplice, come microtraumi continui dovuti all’apparecchio, a una protesi che non aderisce bene o a un’otturazione con bordo tagliente.
Come prevenire il ritorno delle afte?
La prevenzione non è sempre perfetta, ma per molte persone fa una differenza concreta. Il primo passo è identificare i propri trigger. Per alcuni sono stress e poco sonno. Per altri è un alimento specifico. Per altri ancora è un dentifricio troppo aggressivo o uno spazzolino duro.
Abitudini utili:
- segui un’alimentazione varia e cura l’apporto di vitamine del gruppo B e ferro
- scegli dentifrici più delicati se sospetti irritazione
- proteggi la mucosa se porti un apparecchio (cera, consiglio dell’ortodontista)
- intervieni subito ai primi segnali di bruciore e “punto caldo”, perché la cura a casa funziona meglio all’inizio
Quando compaiono le afte in bocca, l’obiettivo è ridurre il dolore e accorciare la fase di irritazione. L’acqua e sale è un inizio semplice e sensato. Aggiungi scelte alimentari più delicate e igiene morbida. Nella maggior parte dei casi, questo basta per far rientrare il fastidio.
